martedì 9 giugno 2015

"Intervista" de "Il Vicolo" a Fabio Colloricchio: Una Fantastica Capriola con Triplo Salto Mortale Carpiato all'Indietro. Sponsor: De Falco?

"Premettiamo che ci ha fatto molto piacere intervistare Fabio e conoscerlo un pò meglio. Fabio è la persona buona e un pò ingenua che abbiamo sempre visto. In passato abbiamo pensato non avesse carattere, ma durante il percorso da tronista lo abbiamo molto rivalutato. Fabio ha carattere ma non lo dimostra con la fermezza tipica delle persone forti, lo fa con dolcezza, lasciando il giusto spazio agli altri e magari facendoceli arrivare da soli su chi lui sia veramente, senza imporsi in modo presuntuoso o entrando a gamba tesa sulle vite altrui.
L’aver avuto conferma “toccando con mano” che Fabio è una persona umile e disponibile è stato merito del suo manager Daniele De Falco, possiamo affermare con certezza che non poteva esserci agenzia migliore a tutelare la figura del bell’argentino…per rendere giustizia ad una storia personale che costituisce un libro che va ben oltre una “sbiadita copertina” televisiva…una storia con ancora moltissime pagine da scrivere.

La DDF Management punta alla qualità più che alla quantità. Punta a far conoscere l’artista che cura a 360° senza sfruttarne l’immagine fino a spremerlo all’osso per poi gettarlo via quando non servirà più. Il motto di De Falco è: meno serate ed eventi ma di qualità! Questo vale per Fabio, ma anche per gli altri ragazzi appena usciti da Uomini e donne come Valentina, Andrea e Nicole che hanno tutti un’ottima opinione del loro manager".

Per credere... leggere QUI.

A conclusione dell'intervista, alla Premiata Ditta De Falco è dedicato uno spottone supplementare con panoramica sulle locandine degli eventi prossimi venturi dei "talenti" della suddetta agenzia. 
Per un attimo, ho pensato che l'intera introduzione fosse stata - ehm - ispirata dallo spirito imprenditoriale della De Falco, copia-incollato da una qualche circolare sul valore del marketing sul Web, senza andare tanto per il sottile, ma la mia passione per i dettagli mi ha salvato ancòra una volta da una figura barbina: non conosco il livello culturale degli "autori" De Falco, ma conosco abbastanza bene quello del Vicolo.E il "pò" ripetuto qua e là mi ha dato conferma della paternità della forma, se non del contenuto.

Ripeto ciò che avevo anticipato in una intramuscolare su Facebook a proposito dell'"intervista" a Nicole:

Cari ragazzi,
capisco la selvaggia legge del Far West che ruota intorno ad agenzie, a smistatori e/o procacciatori regionali di serate, ecc. Capisco l'urgenza di raccattare tutto e nel più breve tempo possibile se non si vuole arrivare a vendersi l'ecografia del pupo, capisco la Sindrome di Stoccolma (cercate su Wikipedia) che, da una parte, vi lega alla Redazione, la grande mamma per cui siete sicuramente speciali, sicuramente diversi dagli altri, sicuramente amati e tutelati, e, dall'altra, vi lega a filo doppio all'agenzia di turno, che, magari, non prometterà più, come ai tempi di Zietto Fruttidibosco (leggi=Lele Mora): "Piccolo/a farò di te una stella", ma, più concretamente, un malloppetto da mettere da parte per i tempi cupi, e la straordinaria opportunità di andare a rendervi ridicoli su qualche isola... che sia per cornificare o essere cornificati, o per ululare a quattro zampe dietro un cocco...Certo, mi rendo conto di quanto chi va a U&D senza un revolver piantato in mezzo alle scapole sia incline a trangugiare la qualsiasi, ma qualche paletto ci vuole... La mia personale debolezza è quella - ho scoperto - di adottare le "viperette". Assodato che non lo faccio per spirito di contraddizione né perché io abbia una qualche particolare inclinazione a proteggere i deboli e i perseguitati,  ne ho dedotto che deve esserci una caratteristica comune dei suddetti amati rettili che me li fa prediligere, (benché, se li avessi incontrati fuori, nella "vita vera", non saremmo diventate amicone e manco buone conoscenti....).
La caratteristica comune è la suprema indifferenza dimostrata nei confronti del pubblico, che sia quello in studio o del Web, il non rivolgersi alle sciure o a Marì, ma il puntare sempre al "tronista" o ad incrociare le lame con la rivale (proclamata "Santa" a furor di like, coccolata dall'impavida e imparziale Red, consacrata protagonista, guidata e protetta da Marì). E mi crollate adesso? Voglio dire, capisco che qualcuno non vi abbia "capito", ma sfan*ularvi per due troni - mi riferisco a Fabio - non basta per dire un bel "no, grazie"? E non parlo solo del Blog in questione, ovvio. E non parlo di critiche costruttive, ovvio. Riprendetevi, le agenzie passano, ma gli specchi di casa restano.

Mab




lunedì 8 giugno 2015

Fabio e Nicole: la Scelta, la Non-Scelta e le Immagini che Parlano...

Lascio parlare le immagini. Le espressioni. Non ho barato, nel senso che ho allineato in parallelo i momenti in cui Fabio "prepara" (Silvia per davvero, Nicole per sadismo, ma lei non lo sa) e propina all'una e all'altra il discorsetto da non-scelta...



























Ultimo momento topico in cui - a detta delle esperte di sentimenti dei blog-cortili - rifulge la falsità di Nicole, in netto contrasto con la spontanea, sentita reazione dell'innamorata e vvvvera Silvia. Solo io ho visto altro? I Fatti: Nicole, per ben due volte, si alza e fa per andarsene, ed è così falsa, che, in perfetta coerenza con il comportamento tenuto per tutto il trono, se ne frega di salutare Marì, con doverosa leccata per una auspicata, futura incoronazione, se ne frega di mostrare al pubblico il faccino devastato dalla delusione e dal dolore, ma, semplicemente, scappa via. Perché, la prima reazione, se uno ci ha messo altro rispetto al ghigno, è quella di chi riceve un pugno nello stomaco. Stai male e non riesci a parlare, punto. Poi, vabbé, in camerino gli avrebbe detto di ogni, perché è normale che monti e si sfoghi la rabbia... 
Silvia, la Signora, non solo non risponde con la signorilità che ci si aspetterebbe (e per la quale Fabio era stato osannato dopo la non-scelta della Cilia da chi adesso lo stronca), e spruzza e sprizza quell'acido rancoroso per cui l'amiamo, ma, non appena l'uomo di cui sarebbe enigmaticamente innamorata le dice che "nunnécosa", si rivolge immediatamente a Marì e al pubblico, poi lancia il suo "Lo sapevo io, ecc.", e fa una pausa per lasciare spazio all'applauso che ha cercato e trovato, quindi, fatta la signorile sparata, straziata dal dolore, se ne va, ma voltandosi a salutare Marì e i FUNZ con la mano, sssiamai avessero creduto davvero che, in caso (verificatosi) di non-scelta, sarebbe tornata tranquillamente ad una vita "normale".






(continua)

lunedì 1 giugno 2015

La Scelta di Amedeo, Regia di Alvaro Vitali, Colonna Sonora di Gigi D'Alessio

Beh, ho deciso di seguire l'ordine cronologico delle "scelte", anche perché - non so se per caso o meno - l'una spiega l'altra o dovrebbe farlo. O meglio, le reazioni suscitate da una scelta diventano (per me) incomprensibili e/o in malafede se paragonate a quelle che hanno salutato le scelte successive.
Chi mi legge lo sa: di solito guardo un paio di puntate dei nuovi troni, poi, lascio perdere fino alle ultime settimane. Se, nel corso di queste fatidiche ultime settimane, qualcosa mi intriga, mi sprofondo in una rapida full immersion, che, a volte, segue addirittura la scelta stessa. Quindi, dichiarando che NON ho effettuato alcuna full immersion, sono già a metà dell'opera: il trono del Roscio e della cugina spiritata della Cilia mi ispiravano unicamente la voglia malsana di rivedermi il viaggio di nozze dei Teresavvi. Tanto per provare quel brividino giù per la spina dorsale fino alla codina biforcuta. Teresa-Gollum con gli occhi fosforescenti nella penombra, appollaiata sul letto, che sibila:"Ah! Dormi?!".... Ma adesso va tutto bene, lui è il suo tesssorrrrooo....
Vabbé, Amedeo il Roscio.
Brandelli di trono visti mentre cercavo di decifrare il motivo - se un delirio può avere un senso - per cui era stata creata una nuova "viperaaaa".
Non mi soffermo sull'aspetto: ognuno ha i gusti che ha, e che si merita (aggiungerei).
Uso raramente il termine "falso". La spiegazione avrebbe un effetto più soporifero del suo trono. Volpino, ecco. Tratti del viso, espressione, sguardi e parole portano lì: volpino. Aggiungendo i famosi Fatti, direi calcolatore, studiato, occhi ed orecchie spalancate per captare qualsiasi segnale che potesse riguardarlo e/o essergli utile. Impegnatissimo a cercare con lo sguardo Marì e a intrecciare con lei (non so con quanto successo) un dialogo complice a base di sopracciglio alzato, sorrisetto storto, occhietto ammiccante... aummm aummm. Impegnatissimo a cercare anche la complicità di Gianni Fracci  e di Jack Botox- Tina era totalmente inFaViata, quindi manco a provarci.... Impegnatissimo a fare da padrino-fratellone maggiore-forse-ammiratore-segreto della ventunenne tronista, che, in realtà sembra una quarantacinquenne che ha svernato da un chirurgo plastico ed è riuscita a togliersi dieci anni, ma non può ridere né corrugare la fronte altrimenti saltano le cuciture. Impegnatissimo a rosicchiare le "zampe" del trono dell'Argentino per rubargli la scena. Poco poco, piano piano, come piace a noi. Impegnatissimo ad interpretare gli umori del pubblico per annusare dove tira il vento e sfornare predichette ad hoc.
Sinceramente non ricordo i nomi delle sue corteggiatrici: Ale, Alex, Alessandra, Alessia, Alexia... molto originali già nei nomi. Tamarre q.b. ... che ve lo dico a fare? Non sono in  grado di citare la puntata, ma una volta, ho assistito ad un "dibattito" fra due o tre rivali che sembrava ambientato nei camerini scalcinati di un qualche locale scalcinato, in un paesino scalcinato stile film di Pupi Avati.
Lui, intanto, avrebbe voluto interpretare il Bello e Impossibile, ma, essendo abbastanza furbo, sotto chili di presunzione, per rendersi conto di non avere i requisiti giusti, ha optato per Quello che Non si Innamora, ma Vorrebbe Tanto...
E' arcinoto, in effetti, che il posto giusto per inciampare in un sentimento inedito e "speciale" è uno studio televisivo dove un cameraman mastica rumorosamente una cingomma a tre centimetri dal tuo timido approccio con la centocinquantesima Ale, Alex, Alessandra, Alessia, Alexia... che - timidona!- ti rovescia una scollatura popputa ad altezza patta, miagolando che è bloccata dalla telecamera. Per non sbagliare, lui se l'è slinguazzate tutte. Non so se si appiccicavano la cingomma dietro l'orecchio prima di ricambiare, ma sospetto di sì. Intanto, il piano Oddio-che Sarà-Sento-un Languorino-Non-Sarà-Mica-Amore andava avanti. La difficoltà stava nell'individuare sia una preda credibile che un'antagonista credibile. Punta Nicole (che stavo studiando). Che gli piacesse, e pure tanto, era evidentissimo. Che gli garbasse l'idea di intralciare il "percorso" del caballero delle pampas era altrettanto evidente - anche per movimentare un trono che assomigliava sempre più ad una serie di scalcinati approcci negli scalcinati camerini, ecc.ecc. Fabio ci casca con stivali e speroni. Non perché sia stupido, ma perché è geloso come il Fantini quando Beatrice "conosceva meglio" Luca: Otello è un mollaccione anche piuttosto palliduccio in confronto.
In genere, ne fanno una questione di principio. Non è gelosia, è che amano la coerenza, cavolo! E sono fuuuurbi: stai giocando, eh? Intanto, cercano di auto-convincersi che il persistente colorito verde delle loro guanciotte sia uno sbaglio della truccatrice o del tecnico delle luci. Nicole casca nel suo stesso gioco, ma si ritira in tempo, prima che lui, dopo averla avviluppata con 109 tentacoli, la slinguazzi a tradimento. Ed era proprio ciò che lui voleva fare. Lo capisce Nicole, lo capisce il fegato di Fabio, lo capisce persino Jack - che fa finta di no - lui nega e si apre il dibattito in studio. Penoso. Lì, ho sgamato tutto ciò che ho scritto fino a questo momento.
Messa con le spalle al muro dall'aut aut di Fabio e dai tentacoli del polipone, Nicole cambia precipitosamente strada. Ispirato dal fantasma di Luca, punto nell'orgoglio e nella strategia (e poi lei gli piace pure!), tenta il viscido colpaccio: o mia o di nessun altro tronista. Ovvero, va a trovarla in albergo con la scusa che usò Antonio con Cleopatra: il Chiarimento. Dopo essersi parato il c*lo con la Red: è un piano per aiutare Fabietto ad aprire gli occhi! Lei non ci casca. Fabietto sì, perché sta già messo male. Lei avrebbe dovuto semplicemente catapultarlo giù dalla finestra del terzo piano, e qué pelotas!
Da quel momento, il Roscio punge, insinua, sottolinea, insomma non molla. La sfan*ula appena può, la ridicolizza, fa quello che "Io l'ho sgamata, Fabietto, fa' un po' te...". Ma Fabietto sta già disegnando cuoricini trafitti nel suo diario.
Il triangolo si trasforma: lei è tale Alessia. Come ho già detto, la tipica che invece di stringere la mano stringe la coscia, e poi si chiede: perché da me cercano solo quello? Ma su di lei non ruggisco più di tanto, perché ho capito che è proprio così, la disegnano così. Almeno da un certo momento in poi, non recita, non cerca l'approvazione di Marì né la complicità del pubblico. Dopo aver visto Sciaronnécosa all'opera, capire la differenza è un gioco da ragazzi! I suoi sogni sono modesti come il marpione che ha davanti. Una Cenerentola di seconda mano. Ma, proprio per questo, più vulnerabile di altri, e il Volpino la inquadra.
Qualcuno mi spiegherà prima o poi perché Nicole è una zo**ola per un paio di esterne passate a rendere inoffensivi i tentacoli del polipone mentre Alessia, che si struscia Fabietto per un bel po' (ed avrebbe continuato!) è dolcIZZIMA... Boh! E perché Fabio è lo scemo che "c'è cascato", mentre il Roscio ha scelto la rosa bianca di una purissima vergine? Qualcuno me lo spiegherà.
Lui, intanto, è così travolto, confuso, disorientato da questo sentimento nuovo e dirompente... che pianifica il gran finale nei minimi dettagli, colpi di scena, spie, biglietti misteriosi compresi. Mi aspetto che arrivi quella povera infelice che chiamano Candela ne Il Segreto de Pulicinellas.
La Red, conosciuto, approvato e concordato il Piano, sa finalmente cosa significhi Orgasmo Multiplo.
Vabbé l'avete vista. Cinderella in lacrime che raccoglie i suoi stracci e scappa via, scacciata dall'aspirante Bello e Impossibile, la finta Scelta - usando con un cinismo agghiacciante tre Non-scelte - e qui mi domando perché la sensibilità di Silvia Fronte Edificabile (cit.) vada tutelata come un tenero cucciolo mentre di 'ste ragazze si può fare carne macinata! Lui si esibisce in un lumacoso ultimo ballo con la non-scelta con cui si era compromesso maggiormente (il Cerioli ha scampato un tentativo di fucilazione  per un comportamento analogo). Io gli avrei tirato una ginocchiata nelle pelotas, ma ... a trovarle! In tutto ciò non mancano sorrisetti e ammiccamenti verso Marì e il pubblico... Come vado?
Alessia viene ricondotta in studio e visiona la più spontanea, semplice, estemporanea dichiarazione mai sgorgata da cuore maschile. Con colonna sonora, effetti speciali, ecc. ecc. Lui avrebbe voluto il cavallo bianco, ma hanno detto di no. Corsa attraverso lo studio, un ibrido tra Clark Gable e Conversano. Abbraccio faticoso perché il Roscio è anche bassetto, può gonfiare le pagnottone sulle braccia, ma qualcuno l'avverta che si dilata, non si slancia manco un po'. E pensate quant'è bravo: mentre è travolto dall'amore faticosamente agganciato e felicemente coronato, soliti sguardi a Marì (le sarò piaciuto?), in camera (Ahò, non de profilo che c'ho il nasone importante), verso il pubblico (Piangete? E quanto piangete?) Il fatto è che qualche anima semplice piange davvero.
E fin qui... non per vantarmi, ma ce ne vuole per stupirmi.... E poi, ha vinto lui, il Roscio! Uno che non vede l'amata da un bel po', che ha scoperto di essere innamorato per la prima volta in vita sua, che non ha neanche fatto una scelta tradizionale, con uno straccio di dialogo, ma un monologo registrato, dovrebbe prenderla tra le braccia e volare in camerino, in ascensore, sulla luna... Invece, ultimo sguardo a Marì:"Possiamo restare in studio sino alla fine della puntata?" Perfino Bloody ha un attimo di sbandamento.

Mab


lunedì 4 maggio 2015

Imagine

Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today.

Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do
Nothing to kill or die for
And no religion too
Imagine all the people
Living life in peace.

You may say
I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one.

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world.

You may say
I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one.


La Berté, Imagine, gli Amici di Marì

Prima ho letto brandelli di polemica, poi, brandelli di contro-polemiche, poi, insulti alla Berté, poi, appoggio alla Berté... Ho cercato la clip. Non ho simpatia per la Berté, ma proprio zero, ehm. Non la considero un pilastro della musica italiana: era la sorella di Mia Martini, con la fortuna di incontri professionalmente "giusti", look trasgressivo e fidanzati famosi. Di lei, come persona, ovviamente, non so nulla. E non credo nell'intoccabilità delle opere d'arte. Andy Warhol, giocando con le icone di ogni tempo,  ne ha fatto la propria originale opera d'arte.
La Gioconda - porella - credo sia la più famosa e la più "toccata" delle opere d'arte.

Diciamo che la Berté ha fatto bene a sparare, ma ha mancato il bersaglio di un metro. Andando con ordine. Ha accusato di "paraculismo" il futuro pizzettaro di Marì e poi Emma, la sua coach (che si è assunta le proprie responsabilità), nonché protagonista di parte della colonna sonora di U&D. Ora, io penso, credo e ritengo che pochi tra coloro che si rivolgono ad un pubblico nazional-popolare, essendo il loro specchio fedele, riescano a sottrarsi alla tentazione di arruffianarselo mirando alla parte pensante e pulsante del suddetto pubblico: la panza. E Marì, gli Amici di Marì, il pubblico di Marì sono in prima fila. Amorazzi, buonismi a iosa, "temi profondi" trattati come se fossero gossip sentimentale e gossip sentimentale trattato come se fosse Shakespeare. Vanno moltissimo gli orfanelli, e chi non ha un caro estinto in famiglia lo prende in prestito dagli amici degli Amici. Va così, e si sa. La Berté lo sapeva. Sapeva benissimo chi e cosa avrebbe trovato in quel programma. Renga, pur sconcertato dall'insulto alla memoria di Lennon, non ha toccato il tasto "paraculismo" perché, diciamolo, neanche i testi delle sue canzoni si allontanano troppo dal rassicurante praticello dove corre la Vispa Teresa... Non è "paraculismo", non sanno andare oltre la propria banalità.
Doverosamente, tocchiamo il tema rapper. Non mi piace il genere, e i rapper italiani mi fanno sorridere. Attenzione, non voglio dire che per cantare il Rhythm and blues sia necessario essere neri, in catene e lavorare in una piantagione di cotone, ma la maggior parte dei rapper americani realmente racconta ciò che è ed è ciò che racconta. Non arrivano ai venticinque anni, si sparano tra loro o finiscono in una resa dei conti tra gang rivali, la Chiesa tenta di esorcizzarli, i genitori si rifiutano di capire perché bravi ragazzetti bianchi e rosa ne siano attratti, i media insistono sul lato trucido... Insomma, un rapper si farebbe castrare con un paio di forbicine per le unghie piuttosto che metter piede ad Amici. O ci andrebbe per far saltare tutti i giochi. Da noi, basta essere tamarro, tatuato, possibilmente stonato e con un filo di voce, e rigorosamente scorbutico e cafone per avere buone speranze di inserirsi nel filone. Ecco, direi che lo "scandalo" sta in questo. E sarebbe bastato che la Berté, con meno livore, avesse detto:"Caro Tizio, se Andy Warhol tocca la Gioconda fa un'opera d'arte di un'opera d'arte, tu, se tocchi la Gioconda, sei un vandalo con la bomboletta spray al Louvre."



E, se fossi stata al posto della Berté, io avrei semplicemente chiesto al futuro pizzettaro di definirmi in una parola i contenuti di Imagine.
Poiché la mente vaga, mi "sovvengo" di J-Ax, che, dopo la bella esecuzione di Perfect Day ( Lou Reed ) a The Voice, confessa che è una delle sue canzoni dell'anima e che gode come un criceto all'idea dei Papaboys e degli scout che la cantano tenendosi per mano, senza avere la più pallida idea che trattasi di un inno all'eroina. Basta così poco per far sentire stupidi gli stupidi. Se può fffa'.

Con immutato affetto,

Mab